Los Angeles

Le occasioni di elaborare uno studio di questo tipo ed una proposta credibile corrispondente, non sono consuete, ma nella attività propositiva dei temi che concludono il percorso degli studi dei nostri allievi architetti nelle tesi di laurea si sono affrontati in particolare modo in occasione dei mondiali di calcio del 1990.

La competizione a LOS ANGELES per uno stadio per il calcio americano ha riportato l’attenzione sul tema. Se si osservano le indicazioni di bando si nota quanto contorno sia necessario elaborare per la definizione di funzioni non propriamente legate al gesto sportivo ma più inseribili in azioni collaterali per il confort dei convenuti. L’elencazione delle richieste posto di seguito conferma la complessità di studio per l’iterazione da ottenere....

 

  

 

 

...un impianto di questo livello non può prescindere, oltre le motivazioni che lo richiedono, degli aspetti manutentivi e di servizio.

La fruibilità è connessa inscidibilmente alle percorrenze di tangenza dell’autostrada ed alla creazione di sosta mirata all’uso dell’impianto. La condizione pertanto del progetto-ideativo ha condotto a prevedere, sotto il campo di gioco ,un silos auto per le richieste 1000 auto degli spettatori.

La soluzione che qui si riporta indica l’agibilità diretta dalla Losangeles City alle tribune coperte su tre ordini e visualizza le torri ad elica delle strade di uscita dai livelli più alti. La definizione di dettaglio degli ambienti significativi è rimandata alla didascalia degli elaborati.

 

Quanto indicato qui vuole circoscrivere la soluzione per un immediata presa d’atto e quindi concentrare l’attenzione alla scelta progettuale.
Lo scenario dell’oceano non è precluso alla vista dal complesso delle tribune anche se filtrato dall’interfaccia della tribuna frontale ,mentre lo spazio di gioco è volutamente delimitato dalle zone degli spogliatoi sui lati corti.

La soluzione così proposta compone in area chiusa il rettangolo delle attività sportive proteggendo il campo stesso dalle raffiche di vento che snaturerebbero il gioco. Il raffronto tra soluzioni realizzate in campo mondiale si riscontra con l’analisi di prodotti collegati con le manifestazioni programmate da Olimpiadi, Campionati del mondo di atletica e calcio.

  

 

 

Rivisitare le soluzioni di stadi realizzati può significare un arricchimento tematico che conduce ad affinare le proprie sensibilità riconducendo poi la proposta alle esigenze del contingente bando di gara. Il tema stadio resta comunque un tema di grandi strutture e queste si risolvono con gesti netti e elaborazioni di dettagli che nell’osservazione minuta caricano di significati le scelte.

 

 

 

Una copertura che porta carichi di gradinate è diversa come concezione da una soluzione che protegge solo da agenti atmosferici. La composizione architettonica evidenzia così leggerezza e funzioni e determina la reazione emozionale per l’osservatore che analizza le risposte sia estetiche che di uso.
Lo stadio dei 72000 di Los Angeles porta un contributo di analisi che scandisce le differenze tra Europa e Americhe.

Ho indicato con la soluzione studiata anche alcune reminiscenze di preesistenza in edifici per pubblico spettacolo che possono aver prodotto inconsciamente un influenza nel subconscio memorizzato.

Questi segnali ho ritrovato sia nel Colosseo sia nello stadio delle Alpi a Torino. Le torri di Los Angeles certo, però, possono avere nel pensiero propositivo una inconscia familiarità con lo stadio Meazza di Milano. La conclusione che ho tratto da questo lavoro è quella della quotidiana necessità del confronto per poter restare agganciati al tempo che passa.